L’Azienda Agricola si dispiega attorno alla Villa I Raggi nella frazione Colmano di Predappio, l’antico “collis amoenus“, ricordato nelle cronache medioevali come castello del Vescovo di Forlì. La villa si trova al centro di un bosco di querce secolari situato sulle prime colline che, distaccandosi dalla pianura forlivese, salgono verso i contrafforti dell’Appennino, nella vallata del fiume Montone, in Emilia Romagna

The Farm unfolds around “Villa I Raggi” in the village of Colmano, near Predappio, the ancient “collis amoenus”, mentioned in the medieval chronicles as the castle of the Bishop of Forlì. This villa is located in the middle of a oak tree forest on the first hills rising towards the foothills (counterforts) of “Appennino” in the valley of the Montone river.


Non si hanno notizie precise sulla data della sua costruzione. Sembra sia stata fatta costruire nel 1700 sopra un edificio piu’ antico, di cui si hanno tracce nella cantina: forse un’opera fortificata, o forse il castello stesso di Colmano. Nel 1800 la villa apparteneva al Conte Giuseppe Campi, uomo di vasta cultura e di molteplici interessi scientifici; era membro attivo dell’Accademia dei Georgofili in Firenze, dove aveva tenuto interessanti relazioni agrarie, ed era anche un appassionato studioso di fisica, avendo inventato un orologio astronomico realizzato dalle officine Galileo di Firenze. Avendo vasti possedimenti terrieri approfondì e perfezionò sia la viticoltura che la bachicoltura, realizzando una cantina moderna e una filanda per la seta in Dovadola. Nel 1889, in occasione dell’Esposizione Universale di Parigi, quella per intendersi in cui fu inaugurata la torre Eiffel, inviò alla mostra i suoi prodotti, e il suo Sangiovese fu premiato. La Villa i Raggi è sede di memorie storiche: nel 1849 ospitò Giuseppe Garibaldi che vi pernottò nel corso della trafila che lo accompagnò dall’Adriatico alla Toscana. Fu visitata anche dal Passatore, celebre bandito, al quale il Campi, nell’attesa del fattore che era andato a Dovadola a prelevare quanto richiesto dai briganti, si dice riparò l’orologio. La Villa con l’azienda circostante pervenne poi, a seguito di varie eredità, alla famiglia Zanetti Protonotari Campi, attuale proprietaria, che mantenne la tradizione viticola assieme all’attività della cantina.

No precise information about the date of its construction. It seems was built in the eighteenth century on a more ancient building, of which there are traces in the foundations, perhaps a fortified work, or the castle of Colmano itself. In the nineteenth century “Villa I Raggi” belonged to the Count Giuseppe Campi, sir of great culture with many scientific interests. He was an active member of “Georgofili Academy” in Florence, where he gave interesting agrarian reports, and was also an avid student in physics, as he invented an astronomical clock, built by Galileo workshops in Florence. He deepened and perfected either viticulture or silkworm rearing, creating a modern winery and a silkworm mill in Dovadola, having vast landholdings. Giuseppe Campi, in 1889, on the occasion of the Universal Exhibition in Paris, when Eiffel Tower was inaugurated, sent his products to this exhibition and his Sangiovese wine was awarded. “Villa I Raggi” is also a home of historical memories. In 1849 Giuseppe Garibaldi was hosted and he spent a night during his escape from Adriatic Sea to Tuscany, helped by “Trafila Dovadolese”. “Villa I Raggi” was also visited by “Il Passatore”, a famous bandit of Romagna of the nineteenth century, to whom Giuseppe Campi fixed the clock while farmer was in Dovadola to withdraw the money required by the robbers; this is what historical chronicles are saying. “Villa I Raggi” and its surrounding farm came to Zanetti Protonotari Campi family, the current owner, as a result of several legacies. The family is maintaining the viticultural tradition as well as the activities of the winery.